"Non si fa un'alleanza politica senza questo". Dal cuore del Pd uno schiaffo a Schlein, è caos
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A gettare nel panico il già fragile “campo largo” della sinistra, non bastavano le variegate posizioni sulle guerre, no, ci mancava giusto la questione delle spese militari. Il dibattito che si è acceso nell’Unione europea - con la decisione di scorporarle dal patto di stabilità sta facendo emergere tutte le contrapposizioni non solo tra i partiti che dovrebbero costruire la “gioiosa macchina da guerra 2.0” che dovrebbe mandare a casa il governo attuale, ma anche all’interno dei partiti stessi. O meglio, del Pd. Il primo a partire lancia in resta è stato, sul Corsera, il presidente del Copasir Lorenzo Guerini, esponente di spicco della corrente centrista del Partito democratico. Guerini manda due avvertimenti al suo partito. Il primo riguarda la Germania dove «i ceti in difficoltà non hanno visto nei socialisti la capacità di dare risposta alle loro paure. Questo deve far riflettere il Pd».
Secondo riguarda le alleanza future e le sue parole assomigliano molto a una stoccata diretta a Elly Schlein: «È innegabile che vi sia una distanza sul giudizio sulle risposte da dare alla guerra d’aggressione mossa dalla Russia all’Ucraina. Il riferimento è alla commemorazione dei tre anni di guerra russo-ucraina, quando il Pd è andato in piazza con i centristi, ma Cinquestelle e Avs non si sono visti. Quanto alle dichiarazioni di Conte («Trump ha smascherato la propaganda bellicista dell’Occidente») replica gelido: «Così si capovolge la verità, tra un po’ qualcuno dirà che è stata l’Ucraina ad invadere la Russia. Io a questo stravolgimento della realtà mi oppongo con determinazione». Tradotto: cara Elly sei sicura di volerti alleare con questi qui?
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A mettere il carico ci ha pensato ad Omnibus su La7 l’ex premier ed ex commissario europeo Paolo Gentiloni, parlando dell’aumento della spesa militare: «L’Europa deve essere in grado di difendersi da sola, serve un incremento della spesa militare finalizzato alla difesa comune». Poi, ricordano il benessere conquistato con 80 anni di pace spiega: «Se qualcuno lo mette in discussione penso che dobbiamo avere la forza di difenderci, in un mondo nel quale dobbiamo toglierci dalla testa che ci difenderanno gli americani. Se non lo capiamo- insiste Gentiloni - secondo me ci aspettano tempi molto bui. Io mi auguro che si vada in una direzione non solo di incremento della spesa militare, perché se noi teniamo alla nostra democrazia la dobbiamo anche proteggere. Serve una difesa comune e quindi un finanziamento comune».
Poi, riferendosi a quella parte di sinistra che grida allo scandalo, chiosa: «Qualcuno dice: oddio il riarmo! Io dico che se vogliamo proteggere la pace la dobbiamo difendere, perché le autocrazie sono vicine all’Europa». Anche Gentiloni parla di alleanze e anche lui avvisa i suoi: «È molto difficile avere delle alleanze politiche che prescindono dalle grandi scelte sui valori, sulla politica estera, sull’occidente, sull’Europa. Non si fa un’alleanza politica senza questo». A questa visione, però, fa eco quella opposta della sinistra estrema, incarnata da Nicola Fratoianni: «L’Europa è in pericolo - tuona dal suo profilo Facebook -: ieri per l’austerity che ha strozzato i bilanci degli Stati, gli stipendi e i diritti dei cittadini; oggi con l’aumento della spesa militare. Che a farlo siano i popolari non mi stupisce, ma che anche una parte del gruppo dei socialisti segua questo percorso rende tutto molto, molto pericoloso».
In tutto questo colpisce il silenzio cosmico di Elly Schlein, che passa le sue giornate a fare battute contro il governo, ma non prova nemmeno a mettere bocca sulle questioni divisive. Questioni che rischierebbero di far saltare quel fragilissimo equilibrio che tiene insieme non solo l’alleanza di centrosinistra, ma anche il suo stesso partito, sempre più diviso tra l’area massimalista incarnata dalla stessa segretaria e quella centrista-moderata, sempre più impaziente di mettere mano alla linea del Pd.
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